Aug 062012
 

Il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina ha fatto richiesta all’Autorità nazionale palestinese che ha sede a Ramallah di cancellare i suoi piani di aumentare l’imposta sui valori aggiunti (I.V.A.) dell’1% a settembre e ha incitato le forze sociali e politiche affinchè costruiscano un movimento più vasto per respingere l’aumento dei prezzi che rendono sempre più inaccessibili i costo dei beni di primari per le classi popolari.

L’aumento dell’I.V.A dell’1% aggrava soltanto il rapido aumento dei prezzi di tutto, inclusi gli articoli che costituiscono gli alimenti base e, in questo modo, contribuisce al costante deterioramento delle condizioni di vita della schiacciante maggioranza del nostro popolo.

Le classi popolari palestinesi sostengono il peso maggiore dell’occupazione, degli insediamenti, e delle aggressioni, e l’aumento dei prezzi minaccia le loro condizioni di vita. Il Fronte ha incitato il Parlamento palestinese ad intraprendere azioni per controllare il comportamento del governo e le sue pratiche monopolistiche che stanno minacciando i diritti e gli interessi fondamentali del popolo, e ha affermato che il Parlamento deve agire per implementare l’erogazione di un salario minimo, protezioni sociali, servizi educativi e sanitari e il mantenimento delle libertà e dei diritti civili e a difendere gli interessi dei suoi elettori fermando la messa in pratica dell’aumento dell’I.V.A.

Il Fronte ha fatto appello ai sindacati e alle associazioni affinchè si organizzino per esprimere rifuto ed opposizione alle inconsistenti giustificazioni dell’Autorità Nazionale per l’ulteriore fardello imposto al popolo mentre calpesta i suoi interessi notte e giorno all’inseguimento dei cosiddetti accordi politici, economici e in materia di sicurezza con l’occupante e oppressore. Il nostro popolo respinge questi accordi che costituiscono una ulteriore umiliazione. Il PFLP ha anche affermato che sui beni di prima necessità alimentare non solo non debba essere applicato nessun aumento delle tasse, ma non debbano essere oggetto di tassazione alcuna. L’aumento della tassazione al 15,5% dimostra la debolezza dell’Autorità Nazionale e il suo totale disprezzo per le classi disagiate e lavoratrici ed anche per la classe media palestinese, e dimostra l’aviditàdell’Autorità nel volere ottenere soldi a tutti i costi, ignorando il crescente fardello delle tasse e dei debiti ai danni del nostro popolo.

E’ Importante sottolineare che la maggior parte del budget di spesa è sprecato nella sicurezza e nei servizi di sicurezza a sostegno dell’occupazione, mentre quasi nulla è investito per sostenere i contadini e la produzione agricola, che dovrebbe essere riconosciuta come componente essenziale delle risorse nazionali, sovranità e sicurezza alimentare.

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